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sabato 17 gennaio 2015

Allosaurus species reloaded

In questo blog ho scritto diversi post dedicati al gran numero di specie fiorite all'interno del genere Allosaurus, che da poco conta una nuova specie proveniente dalla Morrison Formation nordamericana, Allosaurus lucasi.
Dalman infatti nell' articolo "Osteology of a large allosauroid theropod from the Upper Jurassic (Tithonian) Morrison Formation of Colorado, USA" descrive due scheletri parziali (un esemplare adulto ed uno più giovane) noti fin dal 1953 e ben conservati riferibili ad un grande allosauridae.
I resti comprendono un premascellare sinistro, il mascellare, il dentale, denti, quadratojugale, parte prossimale della tibia, un piede quasi completo, ischio e due vertebre caudali.
Questi due esemplari sono stati classificati come una nuova specie di Allosaurus (passata un pò in sordina e sfuggito al grande occhio dei media) che differirebbe dalla specie tipo A.fragilis in diverse caratteristiche craniali quali premascellare più corto e quadratojugale più robusto rispetto a quest ultimo oltre a presentare processi dell'osso quadrato e del jugale più corti.


sabato 15 novembre 2014

Bipedal Spinosaurus

Da circa un mese, dopo la pubblicazione dell'articolo di Ibrahim et al. riguardante i plausibili adattamenti acquatici in Spinosaurus sulla base di nuovo materiale fossile una nuova discussione ha surclassato lo storico dibattito riguardante le dimensioni del Taxon, ossia quella riguardante la lunghezza degli arti posteriori e la relativa capacità del theropode di muoversi in stazione bipede.
Contrariamente al precedente dibattito dimensionale ho trovato interessanti e stimolanti diversi dibattiti relativi all'argomento, poiché la morfologia aberrante di Spinosaurus potrebbe rappresentare il primo caso di quadrupedia noto all' interno di theropoda che porterebbe dietro di se una lunga scia di implicazioni.
Tuttavia dopo aver preso parte ad almeno un paio di discussioni (in vari ambiti) relative alla questione mi sono accorto che vi erano alcune costanti di cui nessuno (o quasi) pareva curarsi e che ho deciso di approfondire:

1)La presunta impossibilità di un theropode di 10 metri di deambulare sui soli arti inferiori lunghi "solo" 158 cm.

2)Il desiderio (anche inconscio) di trasportare tutti i dati disponibili dall'osteologia del neotipo di Spinosaurus ad un ipotetico esemplare di 15 metri.

Dopo aver liberato la mia mente dai due stereotipi sopra citati ho cominciato a lavorare sulla ricostruzione scheletrica del "nuovo" Spinosaurus, prima in versione cartacea (grazie National Georaphic) e poi in digitale, con alla mano la tabella di misurazione dei fossili del neotipo, un paio di fotografie dello stesso ed altri elementi estrapolati dall'articolo di Ibrahim et al., giungendo alla conclusione che la ricostruzione scheletrica stessa era più precisa di quanto supposto da alcune voci in rete, ma che al contempo una postura bipede per il neotipo dell' ormai battezzato "dinosauro nuotatore" non era impossibile o fuori questione.
Certo per me attualmente non è possibile calcolare il baricentro dell'animale come fatto da Ibrahim et al., tuttavia con alcuni accorgimenti come un accentuta forma ad S del collo plausibile sia ipotizzando che la vela fosse sede di ancoraggio per un legamento nucale (come ipotizzato da Andrea Cau sul blog Theropoda) sia come postura osteologica neutrale (riguardo cui sono stati scritti diversi post sul blog SVPW) il baricentro potrebbe essere spostato indietro, con il risultato di favorire la postura bipede.
Inoltre le stesse dimensioni ridotte degli arti inferiori (ed il conseguente abbassamento del baricentro) potrebbero favorire la stabilità di un animale dotato di un tronco così allungato in relazione alle dimensioni totali, in maniera analoga a quanto potrebbe avvenire in alcuni abelisauridi dalle "zampe corte" per i quali è assolutamente impossibile ipotizzare una locomozione quadrupede.

Nota- Ripeto a scanso di equivoci che la ricostruzione è interamente basata sull'esemplare neotipico,ossia un animale con una lunghezza stimata di 10/11 metri e con un cranio lungo circa 112 cm, non su di un ipotetico esemplare pienamente maturo

lunedì 27 ottobre 2014

Un Tyrannosauro americano a Monaco

È stato esposto al museo paleontologico di Monaco per un evento riguardante la vita al limite K-T un nuovo esemplare di Tyrannosaurus, soprannominato "King Kong" a causa del colore scuro dei fossili.
L'esemplare proveniente dalla Hell creek formation americana sarebbe un esemplare maturo, e completo per oltre il 60% dello scheletro.

giovedì 23 ottobre 2014

Deinocheirus mirificus, un mistero risolto !

Quasi un anno fa scrissi (come molti) un paio di post riguardanti la presentazione di due nuovi esemplari riferiti all'enigmatico theropods del Gobi, Deinocheirus mirificus, entusiasta del nuovo materiale recuperato ed in particolare del cranio mostrato in alcune fotografie che appariva squisitamente conservato.
Tuttavia solo oggi, ad un anno di distanza, comprendo appieno quanto siano completi i nuovi esemplari (da ieri formalmente descritti da Lee et al.) e quale sia la portata delle informazioni osteologiche ed ecologiche che essi offrono.

Sotto- I due nuovi esemplari descritti da Lee et al. (a, b) che insieme al materiale olotipo consentono di ricostruire quasi totalmente lo scheletro del Taxon (c).

giovedì 10 aprile 2014

An Impossible Cast Mount

Oggi presento una di quelle ricostruzioni che tutti vorremmo vedere in un museo di storia naturale, un cast montato comprendente tutti (o quanto meno gran parte) gli elementi fossili descritti ed attribuiti a Spinosaurus.
Nel caso specifico viene qui esposto il materiale olotipico, riproposto in una combinazione più moderna e tenente conto di una più probabile disposizione vertebrale rispetto a quella proposta da Stromer durante il secolo scorso, insieme al celeberrimo esemplare milanese.
Purtoppo non essendo riuscito a trovare immagini convincenti delle coste dorsali in vista laterale esse sono riprodotte solo in vista dorsale, fornendo un idea dell'ampiezza della gabbia toracica dell'animale.

domenica 23 marzo 2014

Get ready for the new Utharaptor!

Aspettando la pubblicazione relativa alla descrizione del nuovo materiale riferito ad Utharaptor, ecco la silhouette "aggiornata" del taxon (realizzata da Scott Hartman), dalla quale sono intuibili le corrette proporzioni dell'animale...


Per la prima restaurazione in vivo accurata dello stesso taxon rimando al superbo lavoro di Emily Willoughby