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venerdì 24 maggio 2013

Fatiche da predatori

Certamente tutti ricorderanno la bonebed monospecifica di Mapusaurus rosae, descritta da Coria e Currie (2006), e contenente materiale fossile cranico e postcraniale attribuito ad almeno nove individui di Carcharodontosauridi a diversi stadi ontogenici di dimensioni comprese tra i 5,5 ed i 9,8 metri, reputata da alcuni (forse ingenuamente*) come prova di aggregazione/ comportamento sociale nei theropodi mesozoici.
Questa settimana Bell e Coria (2013) hanno pubblicato uno studio effettuato su 176 elementi provenienti dalla bonebed della Huincul Formation atto a stabilire la presenza di traumi e patologie sulle ossa di questi animali.    
I risultati sono interessanti, e si allineano con la nostra conoscenza delle patologie tipiche dei theropodi mesozoici.
Infatti emerge che le anomalie ossee erano abbastanza rare, presenti in percentuali tra il 7 ed il 19% degli individui, e che nella maggior parte dei casi esse erano di origine traumatica o infettiva derivante da una ferita precedente.
In particolare gli autori descrivono due costole dorsali ( MCF-PVPH 108-175  e MCF-PVPH 108-220) recanti segni di frattura, le quali tuttavia risultano essere guarite bene durante il corso della vita dell'animale, come spesso documentato in altri theropodi di grandi dimensioni come Allosaurus o Albertosaurus, e due infezioni, localizzate rispettivamente su di una vertebra cervicale (MCF-PVPH 108-90 una delle poche ad essere rinvenute) ed una su di una falange del piede (MCF-PVPH 108-23) che potrebbero essere state originate da agenti batterici o micotici, anche se non è possibile escludere cause di tipo diverso come artrite reumatoide o tubercolosi.
Infine viene descritta un'anomalia dell'ileo (MCF-PVPH 108_181) il quale presenta cinque lesioni erosive che si presentano come fori di ampiezza e profondità variabile (da 8 a 50 mm) le cui cause, nonostante appaiano di natura patologica rimangono ancora da chiarire.
Le lesioni rinvenute vengono utilizzate dagli autori come prova di vita (e caccia) attiva e potenzialmente pericolosa per i predatori, e la somiglianza delle fratture rinvenute sulle costole di Mapusaurus con quelle osservare in altri grandi theropodi avvalora quest'ipotesi.
Infine nessuna di queste lesioni sembra aver portato alla morte degli esemplari affetti, ma mentre le ferite alle costole appaiono ben rimarginate e guarite al momento della morte è possibile ipotizzare che le patologie rinvenute sull'ileo e la falange pedale sarebbero potute degenerare, nonostante non fossero limitative per gli animali al momento della loro morte.

*Indagini tafonomiche hanno confermato che le ossa subirono due volte un procedimento di seppellimento ad opera di acqua corrente intervallat  da un lungo periodo di esposizione ad ambiente subaereo durante il quale esse furono danneggiate e calpestate.
L'abbondanza di ossa lunghe quali costole, femore, tibia e metatarsi e la relativa scarsezza di ossa di piccole dimensioni suggeriscono una forte selezione attuata da processi di trascinamento dell'acqua.

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