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mercoledì 16 gennaio 2013

La guerra passeriforme

Le relazioni filogeneniche tra dinosauri e uccelli sono ormai note  ai più, tanto che a volte la parola "dinosauro" viene usata a sproposito per indicare animali come passer domesticus o affini che sarebbe meglio nominare neorniti o uccelli.
Ciononostante anche questi piccoli animali che vivono quotidianamente affianco a noi possono insegnarci molto riguardo all'etologia dei dinosauri, un ambito di difficile ricostruzione e probabilmente perso nella sua interezza.
Infatti i passerotti, come tutti i passeriformi, sono strenui combattenti, che non esitano a lanciarsi in scontri cruenti per la conquista di potenziali compagne o il possesso di risorse alimentari.
Chiunque ha una certa esperienza nell'ambito dell'osservazione naturalistica avrà notato come questi piccoli neorniti combattano fino alla fine arrivando a precipitarsi giù da tetti o da rami.
La tecnica di combattimento dei passeriformi sfrutta appieno tutte le armi di questi piccoli animali:
L'attacco inizia in volo, con i passeri che si scagliano l'uno contro l'altro con gli artigli protesi verso il rivale, successivamente a l primo impatto i combattenti spesso cadono al suolo dove lo scontro continua a colpi di artigli e beccate e gli animali assumono una posa particolare.
Uno dei due rivali è in piedi, mentre il secondo si trova supino, ai piedi di esso, ma le sorti della battaglia sono lungi dall'essere decise.
Il passero schienato infatti non risulta sottomesso, ma si trova nella posizione ottimale per sfruttare i suoi arti artigliati (gioco di parole), direzionando i colpi al petto, al collo ed agli occhi dell'avversario che invece avrà meno possibilità di colpire.
Questo particolare schema d'attacco ci ricorda qualcosa?
Magari un fossile rinvenuto nel 1971 in Mongolia e battezzato appunto "dinosauri combattenti", in cui un Velociraptor ed un Protoceratops sono avvinghiati in uno scontro all'ultimo sangue, ed in cui il predatore schienato colpisce con il formidabile artiglio a falcetto il collo della preda, mentre quest'ultima morde l'ala* dell'aggressore in un disperato tentativo di difendersi.
Non male per un passerotto!

*-Nessuno si azzardi a pensare ad un Velociraptor mongoliensis volante, il termine ala si riferisce all'avambraccio del predatore dotato di 14 penne remiganti secondarie Turner et al.(2007)

Sotto- I "dinosauri combattenti".

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