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venerdì 1 marzo 2013

Super-Jimbo!

Prima che l'invasione dei titanosauri giganti stravolgesse le nostre idee riguardo i sauropodi, le voci inneggianti ai "giganti tra i giganti" provenivano dal nordamerica, ed alla fine degli anni '70 queste voci si imposero con grande fermezza, grazie alla forza evocativa dei nomi Supersaurus ed Ultrasaurus (poi mutato in UltrasaurOs poiché tale nome risultava già pre-occupato), sauropodi da record in grado di superare i 30 metri di lunghezza.
Oggi Ultrasaurus/Ultrasauros è riconosciuto come sinonimo junior di Supersaurus, diplodocidae da record i cui resti sono stati rinvenuti prima in Colorado e poi in Wyoming.
Nel 1972 Vivian Jones portò alla luce nella Dry Mesa Querry (Colorado) l'olotipo di S.vivianae,BYU 12962,uno scapolacoracoide (leggi cinto scapolare) di altezza superiore ai 2 metri, a cui furono attribuiti anche alcune vertebre cervicali parziali ed un ischio.
Durante scavi successivi, portati avanti dallo stesso Jones nella medesima area, vennero alla luce nuovi reperti attribuibili a sauropodi giganti, tra cui una vertebra dorsale indicata da Jones come olotipo del già citato Ultrasaurus ma successivamente individuata come appartenente allo stesso Supersaurus.
Fino a qui la storia di S.vivianae non è diversa da quella di altri sauropodi giganti noti solo per resti frammentari ed imbrigliati in questioni tassonomiche di difficile risoluzione, eppure quello di Supersaurus è un caso a "lieto fine", in quanto grazie a nuove evidenze fossili è stato possibile tracciare un profilo molto più limpido dell'animale gettando luce su alcuni dei misteri che lo avvolgevano.
Nel 1996 infatti in Wyoming venne alla luce un esemplare (WDC DMJ-021) ascrivibile al genere Supersaurus, completo per oltre il 60% dello scheletro, nonostante sia privo di cranio, che fu battezzato "Jimbo" dai suoi scopritori.
L'esemplare fu descritto solo nel 2007 da Lovelace et al., i quali misero in evidenza che il genere Supesaurus ha molti più tratti in comune con Apatosaurus rispetto a Diplodocus o Barosaurus, nonostante la struttura  relativamente leggera ed il collo lungo 10 metri e dotato di vertebre cervicali allungate avessero inizialmente portato i paleontologi a classificarlo come appartenente alla sottofamiglia Diplodocinae infatti essi inserirono S.vivianae all'interno di Apatosaurinae (famiglia comprendente i sauropodi più vicini ad Apatosaurus che a Diplodocus) a causa delle somiglianze scheletriche presenti tra i generi, ed riguardanti specificatamente le vertebre dorsali dotate di alte spine neurali, la coda a frusta relativamente corta e la morfologia delle vertebre.
Oltre la sua posizione filogenetica gli autori indicarono per l'animale una lunghezza di 34 metri ed una massa compresa tra le 30 e le 40 tonnellate, in linea con la struttura leggera dei Diplodocidi, e realizzarono una copia in vetroresina dell'esemplare utilizzata durante un expo in Giappone ed oggi esposta al Wyoming dinosauri center.

Sotto- Restaurazione in vita di "Jimbo the Supersaurus"

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